Stop al regime delle proroghe automatiche e generalizzate delle concessioni demaniali marittime: si pronuncia l’Adunanza Plenaria.

Il Consiglio di Stato, con le sentenze emesse dall’Adunanza Plenaria n. 17 e 18 del 9 novembre 2021, si è definitivamente pronunciato in merito alle proroghe automatiche e generalizzate delle concessioni demaniali marittime con finalità turistico – ricreative.

La questione aveva destato numerosi problemi nell’ordinamento italiano soprattutto in relazione alla loro compatibilità con il diritto eurounitario e con quanto affermato dalla Corte di Giustizia che – con la sentenza 14 luglio 2016, in cause riunite C-458/14 E C-67/15, Propimpresa – aveva espressamente dichiarato la contrarietà ai Trattati della normativa nazionale italiana relativa alle proroghe automatiche delle concessioni in assenza di qualsiasi procedura di selezione.

Nonostante il contrasto sempre più marcato tra i due ordinamenti, il Legislatore si è astenuto da un intervento normativo di riordino della materia, lasciando così alle pubbliche amministrazioni la difficile scelta tra conformarsi al diritto nazionale (violando quello europeo) o conformarsi al diritto europeo (violando quello nazionale).

Il Consiglio di Stato – con le pronunce qui in commento – ha definitivamente posto fine a tale incertezza, affermando la contrarietà al Diritto eurounitario (segnatamente con l’art. 49 TFUE e con l’art. 12 della direttiva 2006/123/CE) di tutte le norme legislative nazionali che hanno disposto (e che in futuro dovessero ancora disporre) la proroga automatica delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative, compresa la moratoria introdotta in conseguenza dell’emergenza epidemiologica dal d.l. n. 34/2020.

Dalla disapplicazione della disciplina interna affermata dal Consiglio di Stato consegue il venire meno degli effetti delle concessioni.

Tale effetto – precisa l’Adunanza Plenaria – si verifica anche nel caso in cui siano già intervenuti atti di proroga, dal momento che non è invocabile da parte degli attuali concessionari alcun diritto alla prosecuzione del rapporto.

Infine – consapevole dell’impatto socio economico della decisione in questione – l’Adunanza Plenaria ha inteso modulare gli effetti della propria decisione, stabilendo che “le concessioni demaniali per finalità turistico – ricreative già in essere continuino ad essere efficaci sino al 31 dicembre 2023, fermo restando che oltre tale data, anche in assenza di una disciplina legislativa, esse cesseranno di produrre effetti, nonostante qualsiasi eventuale ulteriore proroga legislativa che dovesse nel frattempo intervenire, la quale andrebbe considerata senza effetto perché in contrasto con le norme dell’ordinamento dell’U.E.” Il tutto, con l’auspicio di un celere intervento ad opera del legislatore.

Le conseguenze di tale sentenza sono dirompenti, non solo sugli attuali titoli delle concessioni, ma anche per l’intuibile sforzo che i comuni marittimi dovranno fare nell’indire le procedure di evidenza pubblica entro il 31 dicembre 2023, e nel risolvere la problematica dell’indennizzabilità degli attuali concessionari.

Leave a Reply

Articoli Recenti

Il datore di lavoro che rinuncia al preavviso non deve pagare l’indennità sostitutiva
Novembre 19, 2021
Esclusione dalla gara per gravi illeciti professionali: l’elencazione contenuta nella norma è tassativa?
Novembre 5, 2021
Le graduatorie delle Scuole di Specializzazione non possono essere chiuse se non sono stati coperti tutti i posti
Ottobre 27, 2021

Categorie