Sulla responsabilità del Comune che ometta di adottare le misure necessarie a contenere entro i limiti di legge i rumori notturni provocati dalla movida

Con una recente sentenza è stata accolta la richiesta di risarcimento avanzata da un gruppo di residenti nei confronti del Comune che non aveva adottato le misure necessarie a contenere entro i limiti di legge i rumori notturni provocati da bar e locali frequentati fino a tarda notte.

In particolare era stato lamentato che, nonostante le numerose segnalazioni, non era stata adottata alcuna misura efficace o quanto meno idonea a ridurre i rumori provocati dalla c.d. “malamovida” con conseguente violazione del diritto alla tranquillità e al riposo dei residenti.

Tali argomentazioni, comprovare non solo da video e fotografie ma anche da report dell’ARPA che hanno confermato lo sforamento di parecchi decibel rispetto ai limiti consentiti dalla legge, sono state accolte dal Giudice civile che ha condannato il Comune al pagamento di quasi un milione e duecentomila euro, pari a circa 42 mila euro a residente. Seimila per ciascun anno di turbamento subito, 500 euro al mese: a partire dal 2013 fino al marzo del 2020, mese in cui è entrato in vigore il lockdown a causa della pandemia da Covid.

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