Condono edilizio e mancata ultimazione delle opere abusive abusive: il Consiglio di Stato conferma il diniego per un fabbricato su area vincolata

Con una recente sentenza il Consiglio di Stato si è espresso sul completamento delle opere abusive nell’ambito del condono edilizio. La Corte ha evidenziato come la nozione di completamento funzionale, necessaria per ottenere il condono di opere non residenziali, implichi che il manufatto abbia raggiunto una forma stabile e una chiara destinazione d’uso.

Nello specifico la vicenda riguardava l’impugnazione del diniego di un condono edilizio per un fabbricato abusivamente realizzato in un’area soggetta a vincolo paesaggistico.

Il Consiglio di Stato, confermando il diniego del condono, ha respinto l’appello e ha sottolineato che il criterio per valutare l’ultimazione delle opere abusive si basa sulla loro consistenza strutturale e funzionale. Secondo la normativa vigente (ossia la L. 47/1985, la L. 724/1994 e il D.L. 269/2003), per essere sanabile un fabbricato deve essere completato almeno nella sua forma essenziale, con strutture portanti, tamponature esterne e copertura. Nel caso in esame, la costruzione della ricorrente risultava incompleta e difforme rispetto alla concessione edilizia originaria.

Un altro punto centrale della decisione riguarda l’onere del richiedente di provare il rispetto dei requisiti per ottenere il condono. Nel caso di specie, la Corte ha rilevato che la ricorrente non era riuscita a dimostrare con documenti certi che il suo edificio fosse stato completato nei termini richiesti e le sue dichiarazioni erano prive di valore probatorio. La sentenza ha chiarito anche che non è possibile concedere una sanatoria parziale solo per alcune parti dell’immobile abusivo poiché la richiesta di condono riguardava l’intera costruzione. La S.C. ha confermato l’orientamento giurisprudenziale per cui il condono edilizio è un’eccezione alla normativa ordinaria e che i requisiti per ottenerlo devono essere dimostrati in modo certo e inequivocabile da chi ne fa richiesta.

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