Una nuova procedura per l’espropriazione? Il “tavolo di prova” del ponte sullo stretto di Messina

Recentemente il decreto ministeriale n. 54 del 5 marzo 2024 ha approvato il regolamento attuativo dell’art. 3 bis del d.l. 35/2023, introducendo in via sperimentale per gli espropri del ponte sullo Stretto di Messina due nuove modalità procedimentali: il fascicolo e il cassetto virtuale, derogando così alla normativa del T.U. sulle espropriazioni per pubblica utilità (D.P.R. 327/2001).

Ma di cosa si tratta? In estrema sintesi il fascicolo virtuale contiene le principali informazioni della procedura espropriativa, mentre il cassetto sostituisce radicalmente le notifiche previste dall’art. 11 del t.u. sulle espropriazioni.

L’accesso al cassetto è obbligatorio e si attiva d’ufficio soltanto per i titolari di pec registrate presso l’INI-PEC delle imprese e dei professionisti, mentre chi ne è sprovvisto continuerà a ricevere le comunicazioni in forma ordinaria, a meno che faccia espressa istanza per attivare il cassetto, avvalendosi della modalità digitale di comunicazione. Ogni documento o comunicazione depositati nel cassetto sono accompagnati da un avviso di deposito via pec.

Si tratta di un esperimento che potrebbe portare a una modifica definitiva delle garanzie partecipative dei soggetti espropriati. L’obiettivo è, da un lato, quello di snellire le procedure di esproprio, riducendone i costi e abbreviandone le tempistiche e, dall’altro, favorire il diritto di accesso agli atti dei soggetti privati attraverso la massima trasparenza possibile.

Gli studiosi, tuttavia, hanno messo in luce alcune criticità legate a questa nuova modalità di partecipazione al procedimento. In particolare, non sono mancate le voci di coloro che hanno riscontrato in relazione a tale tavolo di prova, istituito per una delle più importanti infrastrutture del Meridione, che sotto l’egida della semplificazione si possa celare un rischio concreto di un vulnus ai diritti dei proprietari espropriati, considerando la difficoltà pratica a interfacciarsi con questi nuovi strumenti digitali.

La semplificazione amministrativa, infatti, non può essere intesa in danno delle garanzie partecipative che in materia di espropriazioni sono state indicate nel D.P.R. 327/2001, frutto di una elaborazione giurisprudenziale delle stesse che prende le mosse dall’emanazione della legge 241/1990.

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